EDITORIALE OGNISSANTI

Festa di Ognissanti

1.11.2025

FESTA DI OGNISSANTI

La chiamata corale alla santità

(Mt 5, 1-12a)

La festa dei Santi ci riunisce oggi non solo per celebrare volti già in cielo, ma per riconoscere che ciascuno di noi è chiamato a diventare "santo" nel quotidiano, in mezzo alla vita di ogni giorno, con le sue gioie e le sue ferite.

Come dice un autore spirituale "La grandezza di Dio è la piccolezza" … Dio è presente in ogni gesto umile che apre all'incontro. Questa immagine ci scuote: la santità non è uno spettacolo straordinario, ma un cammino di piccolezza, di umiltà, di fraternità quotidiana che si dispiega nelle pieghe ordinarie del nostro vissuto feriale! I santi non sono "super-eroi", ma uomini e donne che si sono fidati di Dio nelle loro fragilità.

E allora guardiamo le nostre fragilità: le paure, le cadute, i fallimenti, le attese che sembrano inutili. In questa festa veniamo chiamati a dire: anche io posso essere beato, anche io posso essere "santo" nel mio ambiente, nella mia famiglia, al lavoro, nella vita della mia comunità ecclesiale, nei momenti silenziosi raccolti nella mia profondità.

Come ci ricorda un autore spirituale «Dio ti ama perché sbagli. … Vai bene come sei». Dio ti ama nonostante le tue care imperfezioni, i tuoi limiti, gli sbagli, le incostanze, le infedeltà. L'Amore di Dio non è qualcosa che va meritato, va solo accolto, custodito come un tesoro prezioso in fondo al campo del mio cuore, della mia interiorità.
Questo ci libera. Non dobbiamo attendere di essere perfetti per camminare con Dio. I nostri errori diventano terreno di grazia, non barriera. I santi non sono quelli che non hanno mai sbagliato, ma quelli che hanno lasciato entrare Dio nei loro sbagli.

Il Cardinale Martini spesso ci ha ricordato che la santità è «Consegnare a Dio la nostra vita, perché ci metta in stato di servizio verso i fratelli». La vita di Grazia c'insegna ad assumere una postura di servizio verso i fratelli, nella vita Ecclesiale, nei gesti di Carità, nei ministeri ecclesiali che siamo chiamati ad esercitare con fedeltà e umiltà.
Ecco un elemento fondamentale: la santità non è solo contemplazione, è servizio, è dedizione, è tempo ed energie spese per fare il bene. La Santità non è solo per "me", ma per "noi". Noi chiamati per vocazione a camminiamo insieme, noi chiamati a gareggiare nello stimarci a vicenda, noi chiamati a portare i pesi gli uni degli altri, noi che facciamo il bene con semplicità.

Quindi oggi, nella festa dei Santi, siamo invitati a cinque passi concreti:

Guardiamo ai santi che ci precedono e che la Chiesa ci addita come modelli: magari uomini e donne "normali" come noi, eppure trasformati dall'amore di Dio. Immaginiamoci lì, tra loro, non per arrogarsi un rango, ma per essere incoraggiati: «Se loro hanno potuto, potrò anch'io». E ricordiamo che la strada è aperta: oggi, in questa festa, possiamo dire con umiltà e fiducia: "Signore, anche io desidero camminare verso te sulla via della santità".

Don Giovanni Pauciullo