Tracce per un cammino di libertà
«Anche la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi noi la scuotiamo contro di voi»
(Lc 10,11)

Vorrei soffermarmi con voi su questa immagine, ma attenzione perché nel Vangelo quel gesto non è un atto di stizza. Non è il movimento di chi sbatte una porta. È il gesto di chi rifiuta di portare con sé ciò che non gli appartiene. Il verbo greco usato dall'evangelista, ektinássō, significa proprio questo: scrollare via ciò che si è attaccato, far cadere ciò che aderisce al corpo perché non continui il viaggio insieme a noi. Quanta sapienza c'è in questa immagine. Perché ogni rifiuto è una polvere. Si posa addosso senza chiedere il permesso. E se non impariamo a scuoterla, finisce per diventare la lente con cui guardiamo il mondo.
C'è il rifiuto di chi non ci ama più. Quello di chi sceglie qualcun altro. Di chi ci dice, magari con educazione, che non siamo la persona giusta. Oppure senza nemmeno avere il coraggio di dirlo: semplicemente sparisce. C'è il rifiuto di chi non vuole essere nostro amico. Di chi ci tiene fuori da una compagnia, da una tavola, da una conversazione. Non sempre per cattiveria. A volte semplicemente perché non ci sente simili.
Poi c'è un rifiuto che nasce dal pregiudizio.
Qualcuno ha raccontato qualcosa di noi. Forse una mezza verità, forse narrazioni prive di fondamento, tentativi di screditarti. Qualcun altro ci osserva già attraverso quella storia. Non ci incontra davvero. Incontra l'idea che si è fatto di noi. E noi veniamo condannati da un processo a cui non siamo mai stati invitati.
Esiste anche il rifiuto culturale.
Quando l'inflessione del modo di parlare, di pregare, di pensare o perfino il nostro ambiente sociale diventano un motivo sufficiente perché qualcuno decida di non fidarsi. Non importa chi siamo davvero. Basta l'etichetta.
Gesù ci propone un cammino di libertà
È sorprendente quanto tempo perdiamo cercando di convincere chi ha già deciso di non ascoltarci. Gesù, invece, libera i suoi discepoli da questa schiavitù. Non dice: "Fatevi accettare a ogni costo. "Non dice: "Spiegatevi meglio. "Non dice nemmeno: "Tornate finché non cambiano idea."
Dice: camminate oltre. Perché c'è una differenza enorme tra perseverare nell'amore e ostinarsi a mendicare approvazione. La libertà interiore nasce proprio qui. Nel comprendere che il valore di una persona non aumenta quando viene applaudita e non diminuisce quando viene rifiutata. Il rifiuto racconta qualcosa di chi rifiuta, delle sue paure, delle sue ferite, dei suoi limiti. Solo qualche volta racconta davvero qualcosa di noi. Eppure noi facciamo l'errore opposto. Lasciamo che il giudizio degli altri diventi il nostro specchio. Così un'esclusione diventa un'identità. Una porta chiusa diventa la prova che non meritiamo amore. Una diffidenza diventa la misura del nostro valore.
Gesù ci chiede di interrompere questa catena. Scuotere la polvere significa dire: non permetterò che il tuo rifiuto diventi la mia definizione. Non porterò con me la tua amarezza. Non trasformerò il tuo pregiudizio nella mia prigione. Non lascerò che la tua incapacità di vedermi per quello che sono mi impedisca di vedere il bene che Dio continua a vedere in me. È un gesto profondamente libero. Perché la libertà non consiste nel fare ciò che vogliamo. Consiste nel non consegnare il governo del nostro cuore alle reazioni degli altri.
Finché abbiamo bisogno che tutti ci approvino, non siamo liberi. Finché il nostro umore dipende da chi ci accoglie o ci rifiuta, viviamo con il cuore in ostaggio. Il Vangelo insegna una libertà più profonda.
Quella di continuare ad amare senza pretendere di essere ricambiati. Di continuare a fare il bene senza pretendere riconoscimenti. Di continuare a camminare senza trascinare dietro ogni porta che si è chiusa. Perché ogni passo fatto con la polvere del risentimento diventa pesante. Ogni passo fatto con il cuore libero diventa, invece, una possibilità nuova. Forse è questo il miracolo nascosto di quel piccolo gesto dei sandali. Gesù non insegna ai suoi discepoli come vincere il rifiuto. Insegna come impedire che il rifiuto vinca il loro cuore.
Don Giovanni Pauciullo
