CIRCONCISIONE DEL SIGNORE
Circoncisione del Signore
1.1.2026
«Nel silenzio del primo giorno dell'anno, il Vangelo ci porta ancora una volta davanti alla mangiatoia. È bello iniziare cosi: non con la pretesa di sapere già cosa accadrà, ma con lo stupore di chi si lascia sorprendere. Luca ci dice che tutti coloro che udivano si stupirono delle parole dei pastori. Ma subito aggiunge che Maria, da parte sua, custodiva e meditava tutte queste cose nel suo cuore. Forse è questo il gesto che ci viene chiesto oggi: custodire e meditare.»
(Tratto dall'Omelia di Don Giovanni Pauciullo del 1 gennaio 2026)
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Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2, 18-21)
«In quel tempo. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima che fosse concepito nel grembo.»
Omelia di Don Giovanni
Nel silenzio del primo giorno dell'anno, il Vangelo ci porta ancora una volta davanti alla mangiatoia. È bello iniziare cosi: non con la pretesa di sapere già cosa accadrà, ma con lo stupore di chi si lascia sorprendere.
La bontà è disarmante. Forse per questo Dio si è fatto bambino. Il mistero dell'Incarnazione, che ha il suo punto di più estremo abbassamento nella discesa agli inferi, comincia nel grembo di una giovane madre e si manifesta nella mangiatoia di Betlemme. «Pace in terra» cantano gli angeli, annunciando la presenza di un Dio senza difese, dal quale l'umanità può scoprirsi amata soltanto prendendosene cura (cfr Lc 2,13-14).
(Messaggio di Papa Leone XIV per la giornata mondiale della pace)
Luca ci dice che tutti coloro che udivano si stupirono delle parole dei pastori. Ma subito aggiunge che Maria, da parte sua, custodiva e meditava tutte queste cose nel suo cuore. Forse è questo il gesto che ci viene chiesto oggi: custodire e meditare. Non riempire il nuovo anno di progetti affannati, né pretendere di capire subito il senso di tutto ciò che viviamo. Custodire significa riconoscere che ogni cosa - anche quella che oggi ci pesa o ci confonde - può diventare luogo di incontro con Dio. Meditare significa restare davanti a ciò che accade, senza scappare, lasciando che lo Spirito faccia luce nel tempo opportuno.
Poi il Vangelo ci mostra Gesù che, compiuti gli otto giorni, viene circonciso e riceve il Nome. Il Figlio eterno accetta di entra re nella nostra storia, nelle nostre ferite, nelle nostre leggi. Entra fino in fondo per dirci che nulla della nostra umanità gli è estraneo, tranne il peccato! Nel suo Nome -"Dio salva" - si apre per noi un anno che non sarà mai solo il risultato dei nostri sforzi, ma il cammino di una salvezza che ci precede e ci accompagna.
All'inizio di questo nuovo anno chiediamo allora la grazia di avere il cuore di Maria: un cuore che non trattiene, ma custodisce; che non pretende, ma attende; che non si chiude per paura, ma si apre allo stupore. E lasciamo che il Nome di Gesù diventi la nostra pace, il nostro ritmo, la nostra direzione.
Con questo Nome sulle labbra e nel cuore, possiamo cominciare. Buon anno 2026, davvero.
Don Giovanni Pauciullo

