Omelie della VI settimana di Avvento

Lunedì della VI settimana di Avvento

 V Feria Prenatalizia "dell' Accolto"

«Il Natale è alle porte. Come Zaccaria, cantiamo: "Benedetto il Signore Dio d'Israele". E con questo canto, prepariamo i nostri cuori ad accogliere colui che viene a visitarci con amore, con letizia, con la potenza della lode nel nostro cuore credente.[…]»

(Tratto dall'Omelia di Don Giovanni Pauciullo del 22 dicembre 2025) 

Ascolta il podcast dell'Omelia di oggi

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1, 67-80)

«Zaccaria, suo padre, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo:

"Benedetto il Signore, Dio d'Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi un Salvatore potente
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva detto
per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo:
salvezza dai nostri nemici,
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri
e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza
nella remissione dei suoi peccati.
Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio,
ci visiterà un sole che sorge dall'alto,
per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre
e nell'ombra di morte, e dirigere i nostri passi
sulla via della pace".

Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.»

Omelia di Don Giovanni

Siamo ormai prossimi al Natale di Cristo e oggi il Vangelo ci regala il canto di Zaccaria. È un canto di speranza, di luce che nasce nel buio. Zaccaria parla di Dio che "ha visitato il suo popolo", e il suo cuore trabocca di gioia e gratitudine.

Ciò di cui ci parla il Benedictus non è solo storia lontana, racconto di un passato fermo e distante, così infatti commentando il benedictus diceva sant'Agostino: "Zaccaria, cantando, mostra che chi spera in Dio non sarà mai deluso; in Lui la luce sorgente per chi cammina nelle tenebre." Ecco il senso di questo Natale che si avvicina: Dio viene sempre, anche quando tutto sembra fermo, anche quando le nostre paure ci tengono chiusi, anche quando la situazione della nostra vita sembra compromessa e non vediamo via d'uscita.

11 vangelo oggi ci chiede di fare un passo in più: non basta attendere il Natale come una data scritta sul calendario. Il canto di Zaccaria ci chiama a vivere la nostra vita come un luogo dove la luce può nascere. Scegliere il bene, parlare parole di pace, disarmare le parole arroganti e i gesti violenti; accogliere chi è solo, donare speranza a chi ha paura: in questi gesti concreti risuona il canto di Dio.

Il Natale è alle porte. Come Zaccaria, cantiamo: "Benedetto il Signore Dio d'Israele". E con questo canto, prepariamo i nostri cuori ad accogliere colui che viene a visitarci con amore, con letizia, con la potenza della lode nel nostro cuore credente.

Don Giovanni Pauciullo 

«Chi spera in Dio non sarà mai deluso»

(Agostino di Ippona)